Graziella
Da Gioz è nata a Belluno nel 1957,
vive e lavora a Crespano del Grappa (TV).
Ha seguito i corsi di Emilio Vedova all'Accademia
di Belle Arti di Venezia dove studia l'informale e il simbolismo dell'alchimia.
Espone nel bellunese, poi a Venezia e a Palermo alle mostre organizzate
dalla Fondazione Bevilacqua La Masa (1984-86)
e alla mostra Vedova e il laboratorio
presso il Museo d'Arte Moderna di Strasburgo (1984).
Significativo è l'incontro con il poeta Andrea
Zanzotto, la cui produzione diventa fonte d'ispirazione delle opere
dell'artista; nascono così alcune illustrazioni di liriche pubblicate
nella rivista parigina Noise (1986)
e nove incisioni per il libro Dal paesaggio
(2005).
Partecipa alle mostre itineranti Venti pittori
in Italia (1994) e Pitture.
Il sentimento e la forma - artisti italiani degli anni cinquanta e sessanta
(1996-97) e fra le altre: Dimenticare
il paesaggio, Galleria Ghiggini di Varese (2001);
Memoria e nostalgia, Galleria Ta Matete
di Milano (2002); Di
là dal faro, Galleria 61 di Palermo (2004).
Fra le personali: Graziella Da Gioz 1988-1992,
Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1992);
Dopo il paesaggio, Palazzo Colonna di
Roma (2003); Natura
lirica, Galleria Antologia di Monza (2007).
Con quattro opere dedicate al tema del disgelo nel 2005
è presente a Sonthofen (Germania), nell'ambito della manifestazione
Die Grosse Sudliche, dove riceve uno
dei tre premi destinati agli artisti europei invitati.
"[…] Graziella lavora per grandi temi: il cielo, la montagna,
gli alberi, fino al più recente accostarsi al fuoco e all'acqua,
ma questi "cicli" rimandano tutti a una continuità che
non è ripetitività, a un unico titolo, qui davvero pregnante,
Natura […]. Ma è il colore il vero protagonista, il colore
che contiene e trasforma in espressione ogni elemento della pittura, lo
spazio, la composizione, la forma, il fantasma spirituale. Un colore che
si fa emozionale, luminoso a tratti, continuamente in rapporto e in fusione
di contrasti, a volte lirico, a volte ferito, a volte squilla, a volte
si interna, si agita silenziosamente." (Orietta
Pinessi)
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