Ugo Attardi nasce nel
1923
a Sori, in Liguria, da genitori siciliani e frequenta il liceo artistico
a Palermo, città che lascia nel 1945
(frequentava allora l'Accademia delle Belle Arti) per trasferirsi a Roma,
dove inizia la sua attività di pittore.
Qui, nel 1948 forma con C.
Accardi, P. Consagra, P.
Dorazio, M. Guerrini, C.
Maugeri, A. Perilli, A.
Sanfilippo e G. Turcato il movimento
di orientamento astratto "Formula Uno",
che gli consente, nonostante la sua breve durata, di aprirsi a nuove ricerche.
In questi anni inizia la sua produzione incisoria, che dura tuttora e
che lo consacra uno tra i migliori incisori italiani, per la maestria
del segno e la forza dei contenuti.
Le opere della prima metà degli anni '60,
contemporanee al movimento "Pro e Contro"
da egli stesso fondato insieme ad altri artisti, si caratterizzano sotto
il segno di barbarie antiche e ataviche ed effetti di ritornanti ferocie,
che [...] si specchiano in una umanità disarmata, dove [...] prevale
una ragione che capisce ma non giustifica (C.L.
Ragghianti).
Dopo il 1965, anno in cui un soggiorno
in Spagna lo avvicina ai classici di quella letteratura, iniziano a profilarsi
i temi dominanti della sua scultura: la conquista, l'abuso di potere,
il viaggio.
E così nascono le sue opere in legno Addio Che
Guevara (1968), L'arrivo di Pizarro
(1968-1971), Cortez e la bellezza dell'Occidente
(1974-1976), Il ritorno di Cristobal Colon
(1974-1980).
Grafica e scultura hanno come unico complesso tema la violenza. Violenza
che accompagna creature belle e perfette, misteriose e arcane, violenza
che caratterizza la loro sensualità senza, tuttavia, farle apparire
crudeli.
A partire dai primi anni '70 la produzione
di Attardi si arricchisce di opere
in bronzo.
Nel 1978 è nuovamente invitato alla Biennale
di Venezia (c'era già stato nel 1952 e 1954) e, nel gennaio 1983,
il Centro Pompidou dedica alle sue sculture un manifesto ed un balletto.
Le mostre personali in Italia e all'estero si susseguono (Parigi, Roma,
Nizza, Londra, Milano ecc.).
Nel 1987 realizza per la UIL il monumento
"Per la libertà".
Nel 1988 lavora alla realizzazione del
complesso monumentale "Il Vascello della
Rivoluzione", concepito come omaggio della cultura italiana
in occasione dei bicentenario della Rivoluzione Francese. Verrà
definitivamente istallato presso il palazzo dello sport a Roma.