Gianfranco Ferroni nasce a Livorno
nel 1927.
Formatosi nel clima milanese di Brera, nel 1958
è (con G. Banchieri, G.
Guerreschi, B. Romagnoni, T.
Vaglieri e M. Ceretti) tra gli
esponenti di quella corrente che il critico M.
Valsecchi battezzò "realismo esistenziale".
In quegli anni Ferroni affronta tematiche
sociali con una impostazione analitica e critica e con rimandi al linguaggio
postcubista; dopo un periodo di riflessione, negli anni Settanta, Ferroni
fonda la sua pittura su un'oggettività riprodotta con una tecnica
iperrealista, con una stesura meticolosa e paziente di infiniti puntini
di colore sulla tela, che donano effetti di vibrazione atmosferica (Interno
con lettino, 1979; Natura morta con aerografo,
1986).