Piero
Guccione è nato a Scicli, in provincia di Ragusa, il 5 maggio
1935. Ha studiato all'Istituto d'Arte di
Catania e all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove si è trasferito
nell'ottobre del 1954.
Dal 1958 al 1969
ha partecipato alle missioni paleontologiche nel Sahara libico per il
rilevamento di pitture rupestri successivamente oggetto di mostre in alcune
università americane. La sua prima mostra personale ha avuto luogo
a Roma, alla Galleria Elmo, nel 1960.
Dal 1962 al 1964
ha fatto parte del gruppo "ll pro e il
contro" con i pittori Attardi,
Calabria, Ferroni,
Farulli, Guerreschi,
Gianquinto, Vespignani
e i critici d'arte Del Guercio, Micacchi
e Morosini.
Dal 1966 al 1969
è stato assistente di Renato Guttuso
alla cattedra di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha insegnato
all'accademia di Belle Arti e al 1° Liceo Artistico di Roma.
Nel 1979 ha tenuto la cattedra di pittura
all'Accademia di Belle Arti di Catania. Nello stesso anno è tornato
a vivere in Sicilia.
Nel 1984 l'Hirshhorn Museum di Washington
lo ha invitato alla mostra internazionale "Drawings
1974/84".
Nel 1985 è stato invitato dal Metropolitan
Museum of art di NewYork / The Mezzanine Gallery, per una "Antologia
di Grafica".
E' stato più volte presente alla "Biennale" di Venezia,
dal 1966 al 1988.
Altre volte ha rinunciato.
Ha esposto in varie "Quadriennali" romane, fra cui la più
recente, "Profili", presentata
al Palazzo delle Esposizioni nel luglio 1992
e sempre in quella sede l'anno successivo, in occasione della mostra "Tutte
le strade portano a Roma?" a cura di Achille
Bonito Oliva.
Nell'estate 2001 il presidente dell'Associazione
ARIES, Giuseppe
Alaimo, organizza a Palermo un'importante mostra antologica dal
titolo Piero Guccione, Opere 1962-2000,
in cui per la prima volta viene esposta la bellissima serie degli studi
preparatori per la tela del soffitto del Teatro Garibaldi di Modica.
E' presente nella mostra antologica sul "Gruppo
di Scicli" del 2001 di Palazzo
Sarcinelli a Conegliano, a cura di Marco Goldin.
Itinerario artistico di straordinaria densità espressiva quello
di Piero Guccione, dal lontano trasferimento
a Roma - nel '54 - al suo ritorno stabile in Sicilia alla fine degli anni
Settanta e fino ai nostri giorni. Maturazione di una grammatica espressiva
molto personale, costantemente sostenuta da una grande tensione poetica
applicata nella rappresentazione di aspetti del mondo che ci circonda.
Nascono così serie di opere quali i Balconi, i Giardini, gli interni
esterni, le macchine, le attese, fino ai grandi quadri avente per oggetto
il mare.
Segue la serie dei pastelli Dopo il vento d'Occidente
ispirati dalla vista dei carrubi, simbolo della sua terra natale, feriti
dopo una tempesta, ma che in verità rinvia alla sofferenza dell'uomo
e dell'umanità intera, ed ancora la serie Viaggio
intorno a Caspar David Friedrich, nella quale indaga il senso stesso
del dipingere.
Oggi il mare costituisce per Guccione
il principale motivo di ispirazione ed è anche per questo che ogni
mattina scende dal suo eremo, nella campagna di Modica, per osservarlo
nel suo continuo divenire, dalla spiaggia di Sampieri.