Renato Guttuso (Bagheria 1912
- Roma 1987), dopo i primi studi all'Accademia
di Palermo, soggiorna a Milano e a Roma (dove si stabilisce nel 1937)
dove entra in contatto con i gruppi antinovecentisti.
Nel 1940 aderisce al gruppo di Corrente;
nel dopoguerra è tra i fondatori del Fronte
Nuovo delle Arti e dal 1949 è
il maggiore esponente della tendenza neorealista.
La sua figurazione passa da una fase espressionista (fino al 1945; Crocefissione,
1941, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) a una neocubista (fino
al 1949; Cucitrice con drappo rosso,
1947, Roma, collezione privata) per approdare quindi al neorealismo, secondo
una personalissima interpretazione della realtà, la cui indagine
e valutazione muovono da precisi presupposti politici e sociali, che trovano
ampio e coerente svolgimento nella traduzione aggiornata del romanticismo
e del realismo francese (da Delacroix
a Géricault a Daumier),
resi con un'assolata tavolozza memore della lezione postimpressionista
e picassiana (La
battaglia di Ponte Ammiraglio, 1952, Brescia, collezione privata;
La spiaggia, 1956, Parma, Palazzo della
Pilotta; Rock and Roll, 1958, Milano,
collezione privata; I funerali di Togliatti,
1972, collezione privata, in deposito alla Galleria d'Arte Moderna di
Bologna; Vucciria, 1974, olio dell'Università
di Palermo; Comizio di quartiere, 1975,
Firenze, collezione privata; Caffè Greco,
1976, del Museum Ludwig di Colonia, alla Nationalgalerie di Berlino).
Di notevole interesse anche i suoi disegni (specie la serie di Gott
mit uns, 1944, Roma, Galleria Nazionale
d'Arte Moderna, rievocante il massacro delle Fosse Ardeatine) e le illustrazioni
per la Divina Commedia.
In Fuga in Egitto e in Bosco
d'amore (il primo del 1983-84 e il secondo del 1984, ambedue a
Roma, Galleria Nazionale dell'Arte Moderna) è presente una marcata
tendenza all'allegoria.
Nel 1987 a Bagheria è presentata,
in una mostra dedicata all'artista, la sua ultima opera incompiuta, Nella
stanza le donne vanno e vengono.