torna all'archivio della galleria 61
Franco Angeli - "Aquile americane"
(12 aprile - 3 maggio 1997)
torna all'archivio
"Angeli, Festa e Schifano erano compagni di strada divenuti poi i tre più rappresentativi artisti della "Scuola di Piazza del Popolo", poi definita "Pop Art Italiana" e da buoni compagni di giochi si erano divisi il globo terrestre.
Schifano cercava i suoi spunti nei cartelloni pubblicitari delle multinazionali, Esso o Coca Cola oppure immagini televisive, quasi per continuare, quasi a modo suo, una comunicazione di massa. Festa si era invece appropriato degli oggetti d'arredamento, specchi e armadi, finestre e pianoforti, ma anche rivisitazioni michelangiolesche, dalle Tombe Medicee alla Cappella Sistina, dando alla sua opera una orgogliosa e profonda impronta culturale europea.

Franco Angeli in questa inconsapevole divisione di immagini, sceglie di trasmettere la sua opera attraverso l'iconografia che ha sconvolto il mondo: sono le svastiche hitleriane, le falci e martello della rivoluzione russa, i fasci littori del fascismo, ma innanzi tutto l'aquila americana. Tutti simboli a suo avviso, appartenenti ad una parte di umanità che vuole prevalere per soffocare il mondo.
Franco Angeli - United States of America

Franco Angeli

United States of America
1974
smalto su cartoncino, cm 70x100

Ne esce, un racconto rabbioso, tragico, drammatico, violento, crudo, anche se esposto con intendimenti più filosofici che rivoluzionari. Ed ecco la contraddizione fra l'uomo e l'artista, Franco Angeli era uno snob, beveva solo champagne, ma per carità solo Don Perignon, amava belle donne, purché ricche, detestava il denaro in biglietti di banca (non posso fare la figura del bottegaro), non guidava la macchina, troppo volgare (il suo autista lo chiamava Sig. Angeli in pubblico e Franco in privato, era suo fratello).
Franco Angeli nella nostra fantasia è un personaggio inventato, un contemporaneo catapultato non si sa come tra di noi, un artista vissuto oggi, del quale si parlerà solo domani.

Testi in catalogo