Fausto Pirandello (Roma 1899
- 1975), figlio dello scrittore Luigi, ebbe una formazione da autodidatta,
attento agli artisti che frequentavano la casa paterna e suggestionato
dall'espressionismo e dal postimpressionismo conosciuti alle mostre della
Secessione romana (1913-16). Intorno al
1920 lasciò la scultura, cui si era inizialmente dedicato, per
la pittura, esordendo nel 1925 alla Biennale
romana e partecipando nel 1926 alla Biennale
di Venezia.
Un soggiorno a Parigi (1927-30) lo portò
a contatto con i pittori italiani operanti nella capitale francese e con
l'École de Paris: esperienza decisiva per la definizione negli
anni Trenta del suo linguaggio anticlassicista, sviluppato sulla base
di una rilettura metafisica e arcaicizzante del novecentismo condotta
attraverso una pittura di realtà, attenta agli aspetti e ai segni
della vita quotidiana.
Nel dopoguerra ha guardato anche a classici modelli cubisti (Braque
in particolare) per arrivare a un sicuro equilibrio tra astrazione e figurazione.