Uno sguardo sul '900

Sabato 26 ottobre 2002 è stata inaugurata presso la Galleria 61,
la mostra Uno sguardo sul '900.

La mostra resterà aperta fino all'8 dicembre 2002
e sarà visitabile dal martedì al venerdì ore 17.00-20.00
sabato ore 10.00-13.00 e 17.00-20.00
domenica ore 10.00-13.00


La mostra collettiva comprende opere di Gianfranco Ferroni, Attilio Forgioli, Franco Francese, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Renato Guttuso, Carlo Mattioli, Ennio Morlotti, Franco Sarnari, Ruggero Savinio, Lorenzo Tornabuoni, Piero Vignozzi.
Catalogo con testi di Sergio Troisi, Paolo Nifosì, Cristina Alaimo.

La mostra mette in relazione il percorso di alcuni fra i significativi artisti italiani del secondo novecento, in un momento in cui si fa chiaro il passaggio tra due mondi: quello delle avanguardie storiche e quello della nuova sperimentazione, dei nuovi media. Ognuno dei pittori presenti s'impone sulla scena della ricerca pittorica con un'originale mescolanza fra sguardo sul passato e innovazione.
"Questa tensione pronta a innestare il dialogo tra presente e passato si è alimentata, nell'opera di Renato Guttuso, di una volontà programmatica che ne ha costituito il limite ma, paradossalmente, anche il coraggio intellettuale". La stessa tensione rivelano le opere coeve di Piero Guccione "i cicli delle Carrozzerie di automobili o quello di Attesa di partire - ma anche i Frammenti di Franco Sarnari, dove l'inquadratura ravvicinata sul corpo umano è debitrice dell'immaginazione fotografica e filmica ma finisce poi per rivelare nella sgranatura pulviscolare una qualità luminosa squisitamente pittorica".
"La rarefazione dell'immagine sino a farla coincidere con la sua filigrana - con la sua ombra - è comunque uno degli aspetti che la pittura ha individuato a fondamento della sua indagine". In questo solco s'inquadra la ricerca di Gianfranco Ferroni fatta di segni essenzialità spaziale; il lavoro di Piero Vignozzi rarefatto nel suo sguardo sulla semplice quotidianità di esterno domestico.
Subito dopo la guerra Ennio Morlotti s'impone in un originale impeto naturalista che nel gesto espressionista contiene la tensione dell'organico.
Sulla fascia della rilettura dell'informale ma con sguardi profondamente diversi si collocano anche grandi pensatori come Carlo Mattioli o Franco Francese "tra i pochi in Italia, a guardare alla pittura di Bacon o di Sutherland". Ruggero Savinio risolve la sua figurazione lirica nel tempo onirico del mito, "complice la grande lezione di Moreau e Redon" mentre Attilio Forgioli inventa paesaggi multiformi "in un arazzo appena sgranato di luci dove la penombra è bandita". Alberto Gianquinto si serve del segno per comporre melodie di paesaggi dal colorismo veneto. E infine Lorenzo Tornabuoni che riprendendo Schiele testimonia quanto "l'eredità del secolo appena trascorso sia lontana dall'essere accantonata".
(Le citazioni sono tratte dal testo in catalogo di Sergio Troisi).

A cura di Cristina Alaimo


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