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Gianni Provenzano
"Il cuore di un pittore"
Sabato 27 settembre 2003 è stata
inaugurata, presso la Galleria 61,
una mostra personale di Gianni Provenzano.
La mostra resterà aperta fino al 18 ottobre
2003
e sarà visitabile dal martedì al sabato ore 17,00-20,00
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La
mostra, realizzata in collaborazione con La
Galleria degli Archi di Comiso e con il Museo
Archeologico Regionale di Agrigento, raccoglie circa una trentina
di oli del pittore agrigentino fra ritratti e paesaggi. Provenzano
è nato a Naro in provincia di Agrigento nel 1948, ha esposto più
volte, con molta discrezione e sempre in Sicilia.
Dalla presentazione in catalogo di Raffaele
De Grada: "All'inizio gli interessava soprattutto il volto
della sua terra, piani arsi su profondi orizzonti, feriti da langhe scoscese
con ampi spazi coltivati a grano. Poi la caratteristica del terreno tufaceo
della sua terra l'ha attirato sempre di più e Provenzano
ha dipinto le sue pietre come fossero personaggi implacabili ad osservare
fermi il passaggio delle generazioni e della storia. Più recentemente
Provenzano ha voluto cogliere nei volti della sua gente le stesse caratteristiche
della sua terra, un passaggio dalla natura cruda alla natura animata.
Così in questa mostra Gianni Provenzano
si presenta come un pittore di figura, ritratti aspri e sanguigni, scene
di nudo intensamente colorate. Viene spontaneo fare il nome di Lucien
Freud ma è un accostamento formale.
Le
livide nudità di Freud che continuano
le crude ispezioni di Grosz e di Dix,
diventano in Provenzano calde affogate
immagini generate dalla terra di Sicilia, incendiate dal sole mediterraneo
con forti penombre."
Del neorealismo pittorico di Provenzano
vogliamo ancora sottolineare l'ambientazione quotidiana che colpisce quanto
lo spessore delle pennellate. I fotogrammi di vita normale nella luce
discinta degli interni.
Scrive Matteo Collura in catalogo: "La
luce che abilmente gioiosamente - e a volte drammaticamente - tocca i
corpi riprodotti da Provenzano, è quella che, in Sicilia, modella
le pietre che ai veri artisti ispirano ogni forma espressiva.
Non c'è scarto tra i paesaggi di Gianni
Provenzano e i ritratti umani. Dell'identica luce ho detto. Il
resto è nella schietta plasticità dei corpi, nella loro
naturalezza, nella loro solitudine, nel loro farsi isole inaccessibili
ancorché umanissime, sotto lo sguardo compassionevole ma inesorabile
del loro creatore."
Cristina Alaimo
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dalla galleria, spedite una e-mail con oggetto "info
mostre ed eventi" a info@galleria61.com.
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