Alcune foto dell'inaugurazione
della mostra
  
  
L'artista
dopo una lunga assenza ritorna a Palermo per presentare un cospicuo numero
di opere (trenta oli su tela e una decina di carte) realizzate negli ultimi
anni, attraverso cui è possibile scorgere gli attuali approdi compositivi,
formali e coloristici della sua avventura pittorica.
Gli emblemi che connotano la poesia di Tranchino
sono sempre le navi, le macchine, le colonne, le piante, la persona, il
cagnolino, e non meno, i colori impregnati di una luce nuova e più
forte.
La dissociazione continua a dominare su forma e colori, la luce si origina
dal meridione, ma cambia se sopra ci batte un raggio algido di sole; gli
oggetti, anche grandi, provengono spesso dai recuperati giocattoli della
infanzia. Significanti tutti rigorosamente individuati, non giustapposti,
anzi combinati tra loro grazie agli spazi interstiziali, come in un racconto
stringato.
"Sono i significanti di Tranchino,
i significanti del viaggio: del viaggiatore sognante che non lascia l'isola
e dipinge mondo e oggetti, i quali rimandano a lui, che lo dicono e dicono
chi li guarda e ne assume il fascino".
Testi in catalogo di Claude Ambroise
e Ferdinando Scianna.
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