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| da
Oriente e da Occidente |
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La pittura ritornata come sfida, per riflettere i mutamenti epocali della percezione, del sentire, dell'esprimere eppure metro espressivo senza tempo. Un dato emerge con evidenza: la pittura ha assunto forti connotazioni soggettive, con un ruolo espressivo dato al colore che nelle sue qualità preziose e seducenti, mantenendo in sé valori materici. Prevale nella percezione la sintesi, più che l'analisi, uno spazio che perde caratteri socio-ambientali di natura fotografica, per orientarsi verso una spazialità senza limiti, senza confini, restituendoci frammenti di un continuum in cui si pone in termini del tutto nuovi sia l'oggettività che la soggettività, con straordinarie risposte. I quattro artisti presentati in mostra hanno metri espressivi molto diversi
eppure tutti hanno piena consapevolezza dei termini più attuali
del linguaggio che adottano. Colombo
riprende visioni oniriche dei paesaggi che lo circondano e ne fa composizioni
senza tempo, con maestria e leggerezza rara, Cumia
attraversa temi quotidiani, figure dagli atteggiamenti scomposti e attuali,
figure colte di sorpresa e paesaggi di ogni giorno, Puglisi
scompone le campiture in piccole pennellate che da sole riescono a fare
entrare lo spettatore in particolari atmosfere tra l'astratto della forma
e la concretezza delle allusioni visive, infine Zanghi,
che rivela le infinite combinazioni dell'attualità in una sorta
di distopia metropolitana, in cui le visioni delle città si fanno
acide, corrosive, enormi.
Giuseppe Colombo, Nudo su una
coperta a fiori, 2006, olio su tela, cm 62x82 Se volete ricevere notizie su mostre ed eventi culturali organizzati
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